La posta del cuoreGrazie, carissimo Achille, per la tua sensibilita'; erano proprio pudore e tenerezza a dover essere percepiti da chi mi leggeva e tu hai fatto centro. Come vorrei non fossero sfuggiti anche a lui, il medico di cui ti avevo parlato che, purtroppo o per fortuna, dimora ancora comodamente nel mio cuore e non accenna ad andarsene. Se ho afferrato bene, parlando di rapporto parallelo, hai presupposto che se lui si fosse fatto vivo, sarebbe stato solo per una storia d'amore e non un'avventura di una sola sera. Deduco che ha avuto paura...e' scappato da me! E perche'? Forse i suoi vent'anni piu' di me gli hanno fatto prevedere cose che la mia ingenuita' non mi fa percepire? Tu hai parlato di vita parallela; io ne ho gia' una, dal momento che penso ad un altro uomo e mi allontano ogni giorno di piu' da mio marito, con cui si consuma la mia quotidiana tragedia di essere insultata e mancata di rispetto, nonostante il dialogo aperto che ho sempre cercato di non frantumare. Il mio "adorato" consorte e' un uomo che alterna momenti di tenerezza, umilta' e disponibilita' a lunghi periodi di rozzezza e irritante protervia; negli anni questi atteggiamenti poco aderenti all'idea che mi ero fatta di lui e ostinatamente riproposti, malgrado la mia disponibilita' a dimenticare e a dialogare perche' non si ripresentassero piu', hanno logorato il mio affetto. E ora eccomi qui a scriverti e a chiederti consiglio, a te che non mi conosci e con cui posso parlare senza aver paura di essere giudicata, perche' in tutta questa storia c'e' anche la pena di non poter raccontare a nessuno che ho una torrenziale vitalita', soffocata da doveri che non voglio piu' assolvere (e non mi riferisco certo alla maternita', che e' quanto di piu' bello potesse capitarmi nella vita), da una forte identita' femminile e una chiara consapevolezza del limite che separa l'orgoglio dalla dignita', che mi impediscono di chiamare il medico, e da stupidi valori che nel tempo non hanno fatto altro che smorzare i "voli" della mia anima. Ti ringrazio commossa per il tempo che mi dedichi. Stefania
Cara Stefania, scusa del ritardo con il quale rispondo a questa tua seconda lettera. Mi dispiace davvero leggere della tua infelicita'. Forse, la cosa migliore sarebbe separarti da tuo marito, visto che sei cosi' infelice con lui. Per quanto riguarda il medico, io continuo a pensare che lui abbia fatto bene a decidere di non instaurare un rapporto con te. Credo che abbia intuito il fatto che tu stia attraversando un momento molto delicato del quale non ha voluto approfittare. Ti ripeto: pensa a che cosa ti renderebbe profondamente felice, cerca qualcuno, una tua amica, con la quale condividere questa tua solitudine, vedrai che ti sentirai meno sola. A volte si pensa di essere gli unici a soffrire per determinate cose, mentre spesso le stesse sofferenze riguardano molte persone, anche le piu' insospettabili. Non pensare che la tua vita sia entrata in un tunnel senza uscita, regalati delle cose o dei momenti che ti piacciono. Cerca di vivere delle sensazioni e delle emozioni che ti mettano in contatto con la tua emotivita', che ti aiutino a capire dove sta la tua felicita'. Vedrai che ce la farai, anche se questo dovesse significare lasciare un marito. Forse non tutti i mali vengono per nuocere, questa profonda crisi ti potrebbe portare a scoprire una nuova vita fino ad oggi insospettabile. Fammi sapere e buona fortuna. Achille |
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