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Cara Martina, Il contesto in cui mi immagino che la tua storia sia stata scritta è questo: due ragazzi, un lui e una lei, estate, magari anche piccolo viaggio delle vacanze programmato, improvvisamente un litigio, forse una sciocchezza che però incrina la storia, i due si lasciano e nessuno dei due vuole chiamare l'altro perchè è convinto che deve ricevere delle scuse. Questo raccontino non è un capolavoro, però allo stesso tempo mi sembra un classico, quante volte ho visto e ho vissuto la situazione di una coppia che scoppia e che da quel momento non si chiama più. La cosa che, con il senno di poi, mi fa un certo effetto è che tutti e due sono convinti che nel mantenere il silenzio stiano inviando all'altro e al mondo un messaggio pieno di significato. Un messaggio quasi cosmico, impossibile da non capire, e invece di parlare ci immaginiamo le cose come vorremmo che accadessero, insomma ci facciamo il classico film in testa. Di certo non è un bel modo di troncare una storia. Grazie per avermi scritto. Clarabella |
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